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giovedì 17 luglio 2008

PD PD PD

La situazione del Pd migliora: adesso è classificata come «senza speranza».
Daniele Luttazzi

mercoledì 16 luglio 2008

PD è ora di svegliarsi !

Stupore e amarezza. Condividiamo i sentimenti espressi da Walter Veltroni alla notizia dell’arresto del presidente della Regione Abruzzo e di altri assessori e funzionari. Stupore perché si stenta a credere che Ottaviano Del Turco, esponente del Pd, nota figura del sindacato e della sinistra italiana abbia potuto intascare fior di mazzette, soldi della sanità pubblica, come il peggiore dei tangentari. Amarezza perché la procura pescarese, a cui il ministro ombra della giustizia Tenaglia ha riconosciuto massima attenzione e rispetto per i diritti delle persone coinvolte, parla di accuse fondate su prove schiaccianti. Mentre tutti restiamo in attesa di saperne di più e di saperlo in fretta, l’unico ad avere certezze in materia è Silvio Berlusconi, pronto a scagliarsi contro i teoremi della magistratura quasi sempre, a suo dire, infondati. Il premier agisce con la evidente finalità di gettare discredito sull’azione dei giudici e di coinvolgere l’opposizione nella sua personale ossessione: la disarticolazione del potere giudiziario e la sua sottomissione agli ordini del governo. Vedete, ora le toghe se la prendono con voi, è la sua velenosa solidarietà al Pd per la comune guerra santa. Messaggio subito respinto al mittente anche se resta intatto sul terreno il problema con il quale da oggi lo stesso Pd si trova drammaticamente a fare i conti. Bisognerà infatti prendere atto che, al di là del caso Del Turco, la corruzione della politica e della pubblica amministrazione è una metastasi trasversale, un sistema che lungi dall’essere stato debellato all’epoca di Mani Pulite si è sviluppato in profondità giovandosi di nuove tecniche criminali oltre che naturalmente della martellante guerra contro la legalità. Ora che il bubbone è scoppiato bisognerà parlarne seriamente, magari sottraendo un po’ di spazio alle dispute sul sistema tedesco o spagnolo.

Antonio Padellaro - L'Unità

Festa

TAVAGNACCO

Festa del Partito Democratico 2008

presso il campo sportivo in Via Tolmezzo


programma


giovedì 17 luglio ore 21,00: TAVAGNACCO ROCK Musica con: “R.esistence in dub” “Toffo Selecta”

venerdì 18 luglio ore 18,00: visita guidata alla casa ad energia zero di Felettano

ore 21,00: TAVAGNACCO ROCK Musica con: “Pressione Parziale” “MACHEOO!!”  “Cameramia” “Lost Dogs”

sabato 19 luglio ore 18,30: discutiamo assieme “Parliamo di Lavoro e Sicurezza”

intervengono: Giovanni Forcione direttore C.N.A. di Udine  Stefano Pavan responsabile sicurezza C.N.A. (Rischi sui cantieri edili)

Segue spettacolo satirico di Bruzio Bisignano.

ore 21,00: ballo liscio con l’orchestra “Marilisa e Rita”

domenica 20 luglio ore 10,00: Il Gruppo cinofilo MATAJUR organizza:

- dimostrazione di obbedienza, utilità e difesa;

- esibizione di agilità;

- dimostrazione dei cani da catastrofe, protezione civile – ACDC;

ore 16,30: iscrizione 2° Passerella Cinofila Divulgativa (non competitiva)

ore 18,00: premiazioni

ore 18,30: spettacolo “Planet Rock Studio”

ore 21,00: ballo con l’orchestra “Lisa Maggio”

lunedì 21 luglio ore 18,30: discutiamo assieme “Parliamo di Partito Democratico: prospettive ed impegni”

intervengono:

Carlo Pegorer senatore della Repubblica del Partito Democratico

Flavio Pertoldi senatore della Repubblica del Partito Democratico

Diego Travan consigliere provinciale e coordinatore del circolo del P.D. di Tavagnacco

ore 21,00: ballo liscio con “Obbiettivo Musica”

ore 22,30: estrazione Lotteria 2008


Alla Festa del Partito Democratico che si tiene nel Campo Sportivo a Tavagnacco trovi:


ristorante aperto dalle 19,00 alle 23,00 e le domeniche anche dalle 11,00 alle 14,00;

1500 posti a sedere al coperto;

cucina friulana - pesce - birreria - chioschi - gelateria - drinks caraibici e bibite e quo/solidali

pesca di beneficenza - area giochi - ampio parcheggio


Tenda cultura e solidarietà con materiale informativo e da acquistare di 


la Libreria (il cui intero ricavato va ad Emergency al progetto di adozione dell'ospedale di Goderich in Sierra Leone);

Emergency - life support for civilian war victims;

Bottega del Mondo per un commercio equo e solidale

Libera- Associazione contro tutte le mafie con i suoi prodotti agricoli coltivati su terreni confiscati alla mafia vini, pasta, olio extravergine di oliva, ceci;

Friuli Mandi/Nepal Namaste onlus Splendid Valley School progetto per il diritto allo studio dei bimbi e bimbe nepalesi;

Italia-Cuba;

Legambiente;

Federconsumatori;


venerdì 11 luglio 2008

Chi rappresenta il PD ?*

La parabola dell’uomo che guarda il dito che indica, invece di guardare la luna, è fin troppo nota. La manifestazione di Piazza Navona è diventata il dito dello scandalo in una luna su cui le regole democratiche vengono infrante sistematicamente da una destra populista e demagogica al servizio di un solo uomo, che in qualsiasi paese fondato sulla civiltà del diritto non avrebbe i requisisti per essere eletto. Oggi il suo governo subisce una mozione di condanna per politiche giudicate dall’Europa razziste e discriminatorie.

E persino la nota biografica inserita nelle cartelle del G8, descrive il nostro presidente del consiglio come leader dalla reputazione per lo meno imbarazzante, e l’Italia come una nazione devastata dalla diffusa corruttela.

Eppure il coro delle prefiche pidielline si straccia le vesti per lo scandalo di piazza Navona. Perché? Perché il caravanserraglio del padrone, ha trovato un’occasione ghiotta per fare la vittima e i suoi cortigiani per gridare allo scandalo. Fingono di scandalizzarsi per gli eccessi del linguaggio, proprio loro che sul vero ed indegno linguaggio dell’eccesso hanno costruito l'identità di cui menano vanto. Le iperboli di Beppe Grillo e di Sabina Guzzanti, sono lazzi da commedia dell’arte rispetto ai furori e agli appelli alle armi di leghisti quali un Calderoli (irresponsabile sobillatore di rivolte che mettono in pericolo i nostri cittadini in paesi musulmani), di un Bossi, di un Borghezio o di un Gentilini, nell’esercizio di funzioni istituzionali. Sabina Guzzanti invece, è solo una straordinaria teatrante animata da una bruciante passione civile cacciata persecutoriamente dalla televisione di Stato, che dovrebbe essere il santuario della libertà di pensiero. Com’è corta e ipocrita la memoria di questa destra da polpettone mal digerito. Non ricordano neppure che da sempre è prerogativa del teatrante gridare al popolo che “il re è nudo”. 

Ha dovuto ricordarglielo uno dei loro, Paolo Guzzanti, spezzando una lancia a difesa della figlia, che il garbato cavalier Berlusconi ha dato del coglione a metà degli italiani solo per non averlo votato. Guzzanti sì che ha subito un’aggressione di inaudita volgarità da parte della ministra Carfagna, solo per essere il padre Sabina. Detto ciò, per restituire evidenza al fatto che la destra non ha titoli per rivolgere critiche a qualsivoglia volgarità, né tanto meno per dare lezioni di deontologia del linguaggio, è bene chiarire che il principale e precipuo scopo del popolo e degli organizzatori di piazza Navona è stato e rimane quello di lanciare un allarme per la mobilitazione contro lo scempio che viene fatto del nostro sistema politico e della legalità costituzionale da parte di forze politiche prone agli interessi del loro leader carismatico.

Personalmente, nel mio breve intervento, mi sono limitato a considerazioni di natura squisitamente politica, anche se il tono delle mie parole era accorato ed indignato. Perché sia chiaro, che noi si faccia o meno il mestiere dell’arte scenica, prima di tutto siamo esseri umani e cittadini pensanti che partecipano a pieno titolo alla vita sociale e politica del Paese e sempre più sono sollecitati a farlo soprattutto dalle giovani generazioni.

Ma veniamo al vero punctum dolens della questione: i rapporti fra le opposizioni - e nella fattispecie fra gli organizzatori di piazza Navona - i cittadini che hanno risposto alla chiamata, e il Pd. Alcune delle critiche rivolteci con onestà ed acume, non vanno respinte per partito preso e meritano il massimo rispetto. Non vi è dubbio che per certi aspetti la manifestazione sia caduta in una trappola ben tesa, tuttavia non prenderò pelose distanze dagli altri intervenuti perché non ritengo decoroso questo tipo di puntualizzazione. Per quanto mi riguarda, non sono salito sul palco contro il Pd e ciò vale indubbiamente anche per la stragrande maggioranza dei partecipanti. Ho sostenuto il nuovo partito con la passione e il coinvolgimento che caratterizza sempre il mio impegno: ero e rimango convinto che l’Italia abbia bisogno di un grande partito riformista. Proprio per questa ragione, da quel partito, che ha subito una severa battuta d’arresto alle elezioni, mi aspetto un’opposizione forte, adamantina, a voce alta. L’insistenza sul dialogo con forze che non vogliono e non possono dialogare senza entrare in contraddizione con se stesse, francamente è parso a molti di noi incomprensibile, soprattutto perché proposto da posizioni di debolezza. 

Inoltre, mai come in questa circostanza, si è confermato che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Uno dei pericoli più insidiosi che corre la politica istituzionale è quello dell’autoreferenzialità, lo si è inequivocabilmente constatato nell’imperdonabile débacle delle elezioni romane.

Ora, io non pretendo di avere un osservatorio infallibile, ma quando girando in ogni angolo del Paese sento ininterrottamente le voci impastate di amarezza e di umiliazione di elettori del Pd che ti guardano con espressione ferita dicendo: “tanto sono tutti uguali”, capisci che devi rialzare la testa per tentare con tutte le forze di arginare l’irrimediabile.

Moni Ovadia - L'Unità  * il titolo è dell'Amministratore

domenica 6 luglio 2008

Berlusconi: «Passo tutti i sabati con gli avvocati a parlare dei miei processi!» 
Ma Veronica non se le beve.
Daniele Luttazzi

mercoledì 2 luglio 2008

Scovacis




Cassonetti dei rifiuti pieni, si paventa ancora l'emergenza ed arrivano le lamentele, ma la Comunità Montana manda le sue rassicurazioni: il problema dovrebbe risolversi entro pochi giorni. Già da alcune settimane per le vie di Gemona è possibile osservare diversi cassonetti delle immondizie stracolmi, molti dei quali circondati da borse di rifiuti appoggiati dalla gente all'esterno, visto che dentro non ci stavano, tanto erano pieni. Il problema si è manifestato la prima volta lunedì 23 giugno, allorché gli addetti della ditta veneta Ecoverde, che ha la gestione dell'appalto, non hanno provveduto alla raccolta. Poco male, sarà un disservizio momentaneo, hanno pensato Comunità montana e famiglie delle vallate. Ma l'indomani la massa dei rifiuti è rimasta tale e quale, anzi aumentata da una nuova giornata diproduzione. Quando si stava per agire, mercoledì mattina, la raccolta è ripresa. Ma soltanto per un paio d'ore, svuotando una parte minoritaria di cassonetti nei quattordici Comuni serviti, da Gemona a Tarvisio. Poi più nulla. E il magma dei sacchetti e dei sacchi seguitava a montare, soprattutto nelle vicinanze di alberghi e ristoranti.
Sono scattati fax, mail, lettere alla Ecoverde. Fino a ieri mattina, però, nessuna risposta, come certifica il presidente della Comunità montana Ivo Del Negro. Che però è corso ai ripari, sommerso da telefonate di protesta e di richiesta informazioni a maggior ragione in questi giorni cruciali per l'avvio della stagione turistica. Tutto serve alla montagna friulana, in effetti, meno una situazione... napoletana.
Nonostante tutto, i tecnici hanno subito avviato una procedura di emergenza, affidando l'incarico alla ditta Conu, che dallo scorso fine settimana ha iniziato la raccolta. Al rallentatore, lo si può notare a Gemona dove alcune vie sono già state servite e altre no: «è una situazione di emergenza - dicono agli uffici - prima c'erano a disposizione sei mezzi, ora ne abbiamo solo tre, col risultato che dobbiamo farli correre su due turni anziché uno solo, e ciò ritarda la raccolta». Di fatto, si è intervenuti inizialmente presso l'ospedale, i ristoranti, insomma i luoghi in cui l'accumulo è maggiore, senza contare che contemporaneamente i camion in questi giorni hanno corso anche a Moggio, a Venzone, a Tarvisio e in Val Raccolana. E poi, c'è il rischio che l'emergenza di rifaccia avanti nelle prossime settimane? «No - assicura l'assessore all'ambiente della comunità Fabiano Floreani - abbiamo un accordo anche di lunga durata con la Conu. Ora bisognerà vedere come comportarsi con la ditta che aveva in mano l'appalto, che ancora non ci ha dato risposta. Ora come ora è difficile dire quali saranno le decisioni. Gli uffici dell'ente hanno comunque dato prova di grande efficienza: dobbiamo ricordare che oltre alla mancanza dei mezzi, i tecnici hanno atteso i camion della Conu alle 5 del mattino per insegnare loro i percorsi nei paesi, visto che, con l'emergenza, era la prima volta che si trovavano ad intervenire in questi territori».

Piero Cargnelutti - Il Gazzettino

martedì 1 luglio 2008

Uso del territorio



La variante al PRGC n.7 del Comune di Osoppo, adottata dalla maggioranza con l’astensione dell’assessore al Bilancio, recepisce la proposta del CIPAF di ampliamento della zona industriale di Rivoli. Il piano adottato prevede una eliminazione dell’attuale, indispensabile, fascia di rispetto dell’abitato con la riduzione  della distanza della Zona Industriale dalle abitazioni più vicine dagli attuali 1200 m a soli 400 m. ed estende l’area produttiva dagli attuali 2.316.125 mq a un totale di 3.131.659 mq. Già attualmente sarebbero edificabili ulteriori 563.616 mq di capannoni, con l’ampliamento previsto si arriverebbe alla possibilità di costruire complessivamente altri 850.000 mq a fronte degli attuali esistenti 440.000 mq, un carico insostenibile in un’area in cui il grado di inquinamento non è completamente e sistematicamente indagato e nel quale già per 10 volte nel corso di quest’anno si sono superati i limiti per le polveri sottili. Tale sviluppo troverebbe spiegazione nelle esigenze di espansione delle due grandi attività industriali già presenti e da richieste di nuovi insediamenti produttivi dei quali però non viene dato conto.  Si è rilevata la necessità che il piano infraregionale possa tener conto di ambiti insediativi presenti in comuni contermini già infrastrutturati e non completamente utilizzati considerando anche la presenza nel territorio di grandi capannoni non completati o inutilizzati. 

Il territorio contiene importanti risorse da valorizzare: la salubrità e la qualità della vita, la valorizzazione della Fortezza e del Rivellino, degli ambiti dei colli, del bosco e delle risorgive e la presenza di attività agricole. Tale ricchezza  non  va sprecata ma utilizzata a fronte di proposte e esigenze precise valutando costi e benefici. 

Lontani dal porsi come detrattori dello sviluppo economico che non può tuttavia essere ridotto all’equazione “ampliamento=posti di lavoro” sottolineando che uno sviluppo buono deve essere sostenibile e valorizzare complessivamente le risorse presenti, sono state formulate alcune proposte. 

In primis, che il piano infraregionale, partendo da un monitoraggio sistematico e continuo degli inquinamenti presenti nel territorio comunale specie nei centri abitati circostanti, sia un piano di riqualificazione e risanamento territoriale che valuti le effettive necessità, il tipo di produzione, di manodopera e di garanzie delle proposte di localizzazione;  che lo scalo merci ampliato, costituisca il limite di espansione degli insediamenti industriali verso l’abitato del capoluogo; che sull’intera area vengano previsti interventi di salvaguardia e di attenuazione ambientale appropriati ed efficaci. Il Prof. Sandro Fabbro docente di Urbanistica dell’università di Udine e membro del Comitato per l’autonomia e il rilancio del FVG ha sottolineato come in un territorio in cui le diverse attività tendono a congestionarsi e a sovrapporsi è importante la presenza di adeguate aree di separazione, ha riferito di una proposta di legge regionale per il governo delle grandi trasformazioni e ha proposto l’idea di una carta statutaria del territorio nella quale una comunità definisca i limiti e i criteri irrinunciabili per il mantenimento della propria identità. 


PD Osoppo