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mercoledì 9 ottobre 2013

Una cosa di sinistra



Giuseppe Civati sarà ufficialmente candidato al Congresso del Partito Democratico, e sabato 12 sarà in piazza, a Roma, per la manifestazione “Costituzione: la via maestra” promossa da Lorenza Carlassare, Don Luigi Ciotti, Maurizio Landini, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky.
Civati sarà della partita e sarà probabilmente l'unico esponente del Partito Democratico. Dentro al PD si sono messi in testa di portare avanti una "grande riforma costituzionale" a colpi di articolo 138 insieme a questi alleati di Governo, gli stessi che in questi anni hanno cercato in tutti i modi di scardinarne l'impianto. Un impianto frutto del più alto compromesso tra le forze democratiche che nel dopoguerra seppero disegnare un paese diverso parlando di diritti, doveri, giustizia, lavoro, libertà e solidarietà. Sarà quindi accanto a chi ha creduto nella Costituzione e nella sua applicazione in larga parte ancora da realizzare, agli stessi che oggi pongono domande che dobbiamo necessariamente fare nostre.

giovedì 3 ottobre 2013

Stomaci forti


[...] il Pd, che ormai prende tutto quel che arriva e non rimanda indietro nessuno, come se non avesse degli elettori da rispettare. Arriva Alfano, per gli amici Lodo? Ma prego, si accomodi. Arriva il piduista Cicchitto? Bentornato, compagno. Arriva l’imputato Formigoni con tutta la banda? Benvenuto, Celeste, carina quella giacca arancione, portaci pure Daccò. Arriva Giovanardi, quello che inneggia a chi ha ucciso Cucchi e Aldrovandi e ai torturatori della Diaz e di Bolzaneto? Per carità, è una così cara persona. Arriva Quagliariello, che insultò i presunti “assassini di Eluana”? Vai, Quaglia, sei tutti noi. Arrivano gli ex grillini, compreso quello che bivacca dalla D’Urso? Che pezzi di statisti. Arriva Augello, quello che ha copiato l’autodifesa di B. per sostenere la sua non decadenza da senatore? Avanti, c’è posto. Stomaci forti, gente di bocca buona. Ingurgitano e digeriscono tutto, anche l’onta di tenere in piedi un governo con una truppa raccogliticcia che inglobava persino l’onorevole avvocato di Gianpi Tarantini. Torna il Cainano? Ma sì, abbondiamo, chi non muore si rivede. Nessuno dissente (a parte Civati), nessuno obietta, nessuno (elettori a parte, si capisce) manifesta conati di vomito per una simile compagnia: si dividono gli altri, ma non il Pd, pronto a tutto e capace di tutto. Del maiale non si butta via niente. [...]

Marco Travaglio - Il Fatto Quotidiano

mercoledì 2 ottobre 2013

Le cose cambiano cambiandole


Conferenza Stampa - FVG x Civati
Le cose cambiano cambiandole. 
Ci proviamo anche in Friuli Venezia Giulia,
perché vogliamo un Paese diverso,
un Paese migliore. 
Cambiamo le cose,
cambiamo il Partito Democratico,
cambiamo il Paese!

Interverranno i coordinatori territoriali
e il consigliere regionale Enzo Martines

Sabato 5 ottobre 2013 dalle 10
alla Feltrinelli di Udine in via Canciani 15

martedì 1 ottobre 2013

Caro Enrico non ci siamo


Siccome il mio amico Enrico Letta oggi mi chiama direttamente in causa, penso sia doveroso da parte mia uscire dall’amaro riserbo di queste ore e dire poche cose. 
Io non so cosa voglia in questo momento Grillo. Ho visto superficialmente la proposta di riforma elettorale del Movimento 5 Stelle e mi sembra forse peggiore del Porcellum. Solo qualche giorno fa lo stesso Grillo ha detto che a questo punto è meglio tornare a votare con l’attuale legge elettorale. Sì, bene, questo è vero. Ma non è tutto. Io penso che in politica, al di là delle dichiarazioni (sono anni che inseguiamo dichiarazioni roboanti sulla volontà di cancellare il Porcellum), delle buone o delle cattive intenzioni, contano i fatti. 
Ed i fatti purtroppo parlano chiaro: quando più di quattro mesi fa 100 deputati di quasi tutti i gruppi misero a disposizione del Parlamento la possibilità di passare dalle parole ai fatti, cioè di cancellare il Porcellum, Letta chiese al Pd di votare contro quella mozione, ponendo sostanzialmente una questione di fiducia; il Pd si sottomise a quella richiesta e quella mozione fu votata solo da Sel, dal Movimento 5 stelle, dal deputato PDL Martino e dal sottoscritto. Questi sono i fatti. Avrei tanto voluto che i fatti stessero in altro modo. Oggi non saremmo in queste condizioni ed in questa trappola. 
Oggi Enrico, per replicare a Grillo, spiega che il Pd non era contro nel merito ma sul metodo. Mi viene da sorridere: l’accusa sarebbe quella che 4 mesi fa occuparsi di legge di salvaguardia sarebbe stata un’accelerazione impropria visto l’avvio del percorso delle riforme istituzionali. A prescindere da ogni valutazione sul concetto di accelerazione, dopo anni in cui si chiacchiera inutilmente di abolizione del Porcellum, anche in questo caso parlano i fatti. Stoppare quella iniziativa è servito solo a farci trovare nell’attuale situazione d’impasse. Oggi tutti mi spiegano che per cambiare il Porcellum non ci sarebbero i numeri e che quindi si potrà fare solo qualche correzione (legata ai possibili interventi della Corte Costituzionale) e quindi, addirittura, peggiorare l’attuale legge elettorale. Non so se sarà così ma certamente questo ragionamento vale per l’oggi.
Il 28 maggio vi erano le condizioni per farlo e se non lo si è fatto è perché Letta, Franceschini, Finocchiaro e vertici del PD non hanno voluto. La conseguenza, temo di non sbagliarmi, è che torneremo a votare con questa legge o con una peggiore senza aver per lo meno garantito quello che tutti gli italiani si attendono: scegliere i propri rappresentanti. Ed i primi responsabili di questo siamo noi. Occorre dirlo. 
Un’ultima osservazione. A sentire il Presidente del Consiglio sembrerebbe che al Senato sia imminente l’approvazione di un testo di riforma della legge elettorale su cui vi sarebbe una sorta di largo accordo. Temo che abbia informazioni sbagliate. A due mesi dallo scippo del dibattito da parte del Senato stiamo ancora in alto mare. Anzi nei prossimi giorni ci è stato annunciato che avremo un “pillolario”, cioè una serie di punti su cui verificare convergenze. Ancora lontano appare un testo vero sul quale magari votare. Cioè siamo più o meno al punto di partenza. Una fotografia molto simile a quella che abbiamo visto nello scorcio della precedente legislatura.

Roberto Giachetti, PD, vice presidente della Camera

venerdì 27 settembre 2013

Umiliato l'Italia

Letta ha umiliato l'Italia e gli Italiani quando ha fatto il governo con Berlusconi. Ma forse lo zio non gli aveva spiegato bene chi fosse...

sabato 21 settembre 2013

Appello Democratico


Appello agli elettori del Partito Democratico
Questo appello è rivolto a tutti gli elettori del Partito Democratico affinché diano il loro contributo partecipando al prossimo congresso in maniera attiva.
L’analisi delle criticità ci vede concordi circa un Partito Democratico spesso ingabbiato da logiche correntizie, incapace di cogliere i cambiamenti del nostro tempo, ammalato di tatticismo e di personalismi, poco propenso ad ascoltare la base, il suo elettorato e la voce dei territori.
La missione del Partito Democratico è quella di governare l’Italia. Oggi dobbiamo fare quei cambiamenti di sistema indispensabili a farla divenire il Paese del rispetto e del merito che è il fondamento di ogni società, dove crescita economica e benessere umano, ambientale e civile vanno di pari passo. Per questo serve un congresso ricco di contenuti e di obiettivi.
Il congresso del Partito Democratico sarà il momento in cui non si rinnoveranno solo i dirigenti nazionali e locali, ma si definirà la linea politica dei prossimi anni.
Abbiamo l’idea di un partito che non sia consociativo ma alternativo al centrodestra, rispettoso dei principi stabiliti dallo Statuto, chiaro nei contenuti e trasparente nelle scelte, aperto alla società civile e ai suoi talenti, pronto a confrontarsi con gli amministratori locali, capace di formare una classe dirigente, promotore del merito a tutti i livelli.
Da tempo chiediamo un congresso aperto al quale possano partecipare non solo gli iscritti, ma anche gli elettori e i simpatizzanti. Un congresso con regole semplici, chiare e trasparenti. Un congresso che diventi luogo di discussione e scelta per milioni di persone. In ogni caso ci sarà un solo modo per cambiare il Partito Democratico: entrarci.
Aderire in massa, partecipare al congresso da iscritti, per contribuire non solo con il voto ma con la partecipazione, vorremmo dire con la propria vita, con l’esempio; assai di più di quanto si possa fare se fossero “solo” primarie. Patrimonio di condivisione che non ci ha mai tradito.
Con questo appello chiediamo pertanto a tutti gli elettori del Partito Democratico, nessuno escluso, di iscriversi. Di farlo fin da oggi e di invitare altre persone a farlo. Questo consentirà di ampliare la base della nostra democrazia interna e di avere una leadership autorevole, riconosciuta e pienamente legittimata.
Iscriversi al Partito Democratico è semplice. Basta rivolgersi al circolo del proprio luogo di residenza, sottoscrivere l’adesione e ritirare la tessera. Ma c’è anche l’iscrizione on line, dal sito del Partito Democratico.
Ne vale la pena. Non per noi, non per chi sarà il prossimo segretario, ma per il Partito Democratico.
Che è un po’ come dire per l’Italia.
Fabrizio Barca
Goffredo Bettini
Felice Casson
Pippo Civati
Laura Puppato
Debora Serracchiani