L'Italia del condono e dell'abuso, dei furbi e dei figli di papà, dei nipoti e degli amici di qualcuno, l'Italia dei mi manda Picone, dei Tarantini e dei lelemora, delle mafie e delle cricche, dei privè dove corre a fiumi la droga mentre le ragazze fanno carriera politica con la lap dance si congeda.
lunedì 30 maggio 2011
Referendum
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Vittorio
alle
11:25
Comitato per la Costituzione
ANPI Gemona-Venzone
Gemona del Friuli
Gemona, mercoledì 1° giugno 2011, ore 20.30
Sala della Comunità Montana
Serata di informazione in vista dei referendum
del 12 e 13 giugno
Interventi:
Dott. Marco Job (referendum sull’acqua)
Ing. Alfredo Contin (referendum sul nucleare)
Avv. Andrea Sandra (referendum sul legittimo impedimento)
Allo scopo di favorire un voto consapevole, saranno presentati e commentati i quesiti dei quattro referendum abrogativi su cui saremo chiamati ad esprimerci i prossimi 12 e 13 di giugno.
venerdì 27 maggio 2011
Il lecchino
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Vittorio
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09:03
C'è un primo ministro, nel vertice del G8 a Deauville, che utilizza il palcoscenico internazionale per danneggiare il suo Paese, vilipenderlo con i leader delle grandi democrazie mondiali, e presentarlo come uno Stato che è fuori dalle regole dell'Occidente, anzi in pericolo di dittatura.
Quel premier ha evidentemente perso la testa. Sommerso dall'affanno per il suo destino, guidato dal sentimento dell'avventurista che si gioca ogni volta l'intera posta perché vive d'azzardo e colpi di mano, ha perduto anche il senso delle proporzioni, oltre che il comune buonsenso, di cui si vantava d'essere campione. Così abbiamo dovuto assistere alla scena penosa di un presidente del Consiglio vistosamente fuori posto e fuori luogo nel vertice dei Grandi (che chiede a Gheddafi di cessare le violenze sul suo popolo), prigioniero com'è della sua ossessione privata trasformata da anni in questione di Stato: e da ieri purtroppo anche in questione internazionale. Nell'imbarazzo di Merkel e Sarkozy, abbiamo visto quel leader di un Paese europeo correre da Barack Obama, per investirlo inopinatamente con il tema della sua presunta "riforma della giustizia", assicurando che "per noi è fondamentale", quasi a chiedere aiuto al Presidente degli Stati Uniti, per poi lanciargli l'allarme finale disperato: "In Italia in questo momento esiste quasi una dittatura dei giudici di sinistra". Obama nella solennità di Westminster aveva appena rilanciato il concetto di Occidente,
invitando Europa e America a ridare a quel concetto dignità politica. Quel Premier che come Capo del potere esecutivo attacca il potere giudiziario e definisce dittatura la nostra democrazia istituzionale dimostra di non sapere nemmeno cos'è l'Occidente. Va fermato con il voto, nell'interesse di tutto il Paese.
Ezio Mauro - La Repubblica
Ezio Mauro - La Repubblica
giovedì 26 maggio 2011
Referendum
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Vittorio
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14:56
referendum 12 e 13 giugno 2011
incontro con Ermete Realacci
responsabile green economy PD
domenica 29 maggio ore11,30
Caffè Contarena Udine
Via Cavour, 1
acqua, nucleare e legittimo impedimento
noi abbiamo le idee chiare
“Ciò che si sta consumando in queste ore nell’Aula di Montecitorio è un vero scippo della democrazia. Non solo si sta esautorando il Parlamento dalle sue prerogative ma si sta anche tentando con la truffa e con l’inganno di impedire ai cittadini di dire la loro ai referendum del 12 e 13 giugno e di conoscere quali sono le reali intenzioni del Governo sul futuro del nucleare in Italia. La realtà è che Berlusconi è terrorizzato dal giudizio degli italiani perché sa bene che la maggior parte di essi, anche tra gli elettori del centro destra, è profondamente contraria ad un ritorno all’atomo perchè la considera una scelta vecchia, sbagliata, impopolare e antieconomica per l’Italia”
Ermete Realacci responsabile green economy PD
Per chi ha cervello
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Vittorio
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11:58
Bisogna immaginarsi la scena. Un tipo ruba sei lattine di birra in un supermercato, esce passando davanti alla guardia che - naturalmente - lo ferma, il ladro si divincola e inizia a gridare “io voto Pisapia”. Un rom tenta di scippare un’anziana sull’autobus, un mendicante esce da un negozio di abbigliamento carico di maglie con dispositivo antitaccheggio, un ragazzino si fa bloccare al mercato di quartiere con le tasche piene di frutta: tutti e tre, fermati, dicono in italiano incerto di essere elettori di Pisa- pia, e che tanto quando Pisapia vincerà loro saranno padroni a Milano. Sembra un film da commedia all’italiana, sembra uno scherzo.
Eppure è vero. Milano è invasa da figuranti incaricati di rubare platealmente, fare pipì per strada in pieno giorno e, riallacciandosi i pantaloni, far sapere ai passanti il loro apprez- zamento politico per Pisapia. A volte la cosa trascende in una finta aggressione, alle quali d’altra parte i milanesi sono abituati fin dai tempi dell’attentato a Belpietro. Pedoni che fingono di essere stati investiti da un ciclista militante di sinistra. Finti militanti di sinistra che spintonano e aggrediscono davvero. Se non fosse una tragica presa in giro dell’intelli- genza degli elettori ci sarebbe da scompisciar- si dalle risate. I ragazzi lo fanno, in rete: seppelliscono l’idiozia con un boato di risate. Arri- vano catene di sms, “Pisapia è il mandante della catena di omicidi della Fiera dell’Est”, quella che per due soldi mio padre un topolino comprò. “Pisapia fa le orecchie ai tuoi libri”.
E però lo stato confusionale della destra di governo quello per cui Sallusti con una mano dirige il Giornale e titola “l’Islam marcia sul Duomo” con l’altra dice a Vanity Fair che Moratti perderà i ballottaggi. Quello per cui Bruno Vespa attribuisce alla moglie di Pisapia un giudizio sul marito, ma lei parlava di Silvio B. - ecco lo stato confusionale di una destra spaventata e proterva non fa più tanto ridere se nella stessa città, alla Bocconi, qualcuno tra chi frequenta l’Università scrive che “i froci si curano a Zyklon B”, il gas usato dai nazisti nei campi di sterminio. Fa un po’ meno ridere se Otto Bitjoka, imprenditore camerunense presidente di Ethnoland e vicepresidente di Extrabanca, viene aggredito davvero per strada da un tizio che gli urla “vattene a casa tua". Io non credo che i milanesi siano spaventati dal fatto che all’università ci siano studenti (e docenti) omosessuali e nelle banche dirigenti con la pelle nera. Credo che siano più arrabbiati del fatto che più della metà dei pensionati prende meno di 500 euro al mese, per esempio. Che le fabbriche chiudono e vanno a produrre all’estero, che per i giovani e per le donne non c’è lavoro dignitoso, che in tutta Italia si smantellano i cantieri. Però penso anche che il mantra contro i musulmani i froci e i negri sia all’inizio ridicolo e dopo un po’ pericoloso. Perché immette nel linguaggio e nell’agire comune parole e gesti indecenti. Perchè consente ai violenti e agli idioti di non vergognarsi. Perchè dovrebbero, se è la posizione dei leader politici? Ecco, questo è il danno che tutti i cittadini di buon senso dovrebbero arginare e respingere al mittente.
Ascoltando il linguaggio, le scempiaggini e gli ennesimi insulti del premier in tv, ieri sera, non i comunisti senza cervello ma i moderati con cervello dovrebbero licenziarlo per primi.
Concita De Gregorio - l'Unità
martedì 24 maggio 2011
GiroTondo
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Vittorio
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15:16
“Considero gravemente sbagliato come il Pdl ha condotto la campagna elettorale, a livello nazionale, bisogna assolutamente abbassare i toni”. Sembra una considerazione ovvia a molti, ma un po’ impressione fa, se a dirlo è un Pdl doc come il presidente della Regione Friuli Giulia, Renzo Tondo, per di più al termine del vertice di maggioranza svoltosi nella sede della Regione di venerdì.
Tondo ci dice anche di aver mandato una comunicazione al presidente Berlusconi per dirgli che ascolti un po’ di più chi sta nel territorio e un po’ di meno chi sta nel bunker.
Ce n’è voluto un pò ma alla fine ci è arrivato anche lui; Tondo ha avuto bisogno della scoppola elettorale per capire che è al seguito di un leader eccessivo e imbarazzante.
Avremo la prova del suo buon giudizio politico quando farà anche il passo successivo, e riconoscerà che Berlusconi non è adeguato a guidare il nostro Paese e ha deluso le attese della nostra Regione.
Debora Serracchiani
lunedì 23 maggio 2011
Giovanni Falcone, servitore dello Stato
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Vittorio
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12:05
E' morto, è morto nella sua Palermo, è morto fra le lamiere di un' auto blindata, è morto dentro il tritolo che apre la terra, è morto insieme ai compagni che per dieci anni l' avevano tenuto in vita coi mitra in mano. E' morto con sua moglie Francesca. E' morto, Giovanni Falcone è morto. Ucciso dalla mafia siciliana alle 17,58 del 23 maggio del 1992.
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